Save the Children
Negli ultimi tre mesi in Siria due bambini al giorno uccisi o feriti da residuati bellici esplosivi
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    Studenti in una scuola ristrutturata dall'Unicef ad Aleppo, © UNICEF/UNI724316/Nader
Redazione
«Dopo 13 anni di conflitto, gran parte del Paese è disseminato di mine e residuati bellici esplosivi. Anche se il conflitto attivo si è placato, l'ombra della guerra incombe ancora sulla Siria»

In Siria almeno 188 bambine e bambini sono stati uccisi o feriti da mine e residuati bellici esplosivi negli ultimi tre mesi. La cifra è state indicata da Save the Children.

Dall'8 dicembre scorso, comunica l'Organizzazione, le mine e i residuati bellici esplosivi hanno causato almeno 628 vittime, due terzi in più del numero totale di vittime del 2023. Una vittima su tre è un bambino e sono oltre 60 quelli uccisi finora. Si stima che questo numero crescerà con l’aumento dei bambini che torneranno alle loro case, aiuteranno a curare i terreni agricoli, andranno in giro a procurarsi il cibo o giocheranno all'aperto, soprattutto se le condizioni meteorologiche continueranno a migliorare.

Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi tre mesi in Siria, quasi 1,2 milioni di persone sono tornate nelle loro case, tra cui più di 885 mila sfollati interni.

«Dopo 13 anni di conflitto, gran parte della Siria è disseminata di mine e residuati bellici esplosivi» sottolinea Bujar Hoxha, direttore di Save the Children in Siria. «Anche se il conflitto attivo può essersi placato – prosegue - le conseguenze della guerra ricordano drammaticamente il suo impatto. L'ombra del conflitto incombe ancora sulla Siria: i bambini si trovano in una condizione di vulnerabilità mentre cercano di recuperare la loro infanzia. La comunità internazionale deve dare priorità alla protezione dei bambini e garantire che non siano più esposti ai rischi delle mine e di altri ordigni esplosivi».

I bambini sono i più esposti agli ordigni inesplosi e alle mine terrestri a causa della scarsa consapevolezza del rischio e della loro elevata curiosità. Inoltre, il senso di relativa sicurezza ha portato a una maggiore mobilità tra i civili, in particolare tra gli sfollati, che ora si sentono sicuri di tornare nelle aree in cui le ostilità si sono attenuate.

Save the Children chiede pertanto al Governo di transizione di accelerare gli sforzi e impegnarsi per la rimozione delle mine esistenti e degli ordigni inesplosi, nonché di adottare misure pratiche e immediate per ridurre il crescente impatto di questi esplosivi. L’Organizzazione chiede inoltre ai donatori internazionali di sostenere la fornitura e l'aumento delle attrezzature tecniche necessarie per la segnalazione e la bonifica degli ordigni inesplosi e delle mine, in modo che i bambini e le loro comunità siano consapevoli del rischio e in grado di mitigarlo in modo sicuro.

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