Dopo l'invasione russa, con 1.336 attacchi alle infrastrutture sanitarie e il Prodotto interno lordo diminuito di quasi un terzo (30%), in Ucraina la cura di 4.500 bambini malati di cancro e di 1.284 bambini feriti gravi è sempre più nelle mani delle organizzazioni umanitarie, mentre sono aumentati i parti prematuri. Il bilancio dello Stato ucraino, costretto dalla guerra, prevede investimenti nella Difesa per 56 miliardi di dollari contro i 5 miliardi per la Sanità. La guerra ha anche imposto l'interruzione di circa 400 studi clinici finanziati da multinazionali per la ricerca sul cancro infantile e altre patologie.
Sono dati che vengono dall’Organizzazione mondiale della sanità, dal Fondo monetario internazionale e da Fondazione Soleterre, Ong italiana presente da oltre venti anni in Ucraina, attiva oggi in 14 ospedali e reparti pediatrici del Paese.
«In Ucraina – sottolinea Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e psicoterapeuta dell’età evolutiva - la guerra ha un impatto drammatico sul sistema sanitario: diminuite le vaccinazioni dei bambini, con alto rischio di malattie infettive ed epidemie di poliomielite; numero di infarti e ictus aumentato in modo catastrofico a causa della guerra che impatta direttamente sulla disponibilità dei farmaci e sul loro prezzo».
Nel Paese si assiste anche a un nuovo problema: i parti prematuri causati dallo stress della guerra. Fondazione Soleterre, presso l’ospedale Saint Nicholas di Lviv, nell’Ucraina occidentale, ha studiato i dati di accettazione del reparto di Terapia intensiva neonatale che, in questi due anni di guerra, si è preso cura di circa 500 neonati, il 40% di loro nati prematuramente (200 bambini), con una crescita del 10% rispetto al pre-guerra. I dati sono in linea con quanto osservato in altri ospedali pediatrici del Paese.
Al Saint Nicholas di Lviv Soleterre ha contribuito a realizzare il Centro Unbroken Kids, specializzato nella riabilitazione fisica, psicologica e neuromotoria dei bambini feriti e con forti traumi emotivi legati al conflitto attraverso un team di psicologi, logopedisti, fisioterapisti e terapisti occupazionali. Offre assistenza anche ai bambini che, a causa di un parto prematuro, sviluppano difficoltà motorie o neurologiche. «I bambini nati prematuramente – spiega Olha Pavlovska, anestesista pediatrica del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Saint Nicholas - sono più a rischio di disabilità e ritardi nello sviluppo. Possono sviluppare patologie come emorragie intraventricolari, paralisi cerebrali, difficoltà nella vista e nell’udito, oltre a disturbi dello spettro autistico e altri disturbi mentali. Grazie al contributo di Fondazione Soleterre, che ha anche fornito culle e incubatrici, siamo riusciti a fronteggiare l’aumento dei casi. Ma soprattutto possiamo continuare a garantire assistenza ai bambini nati prematuramente nel lungo periodo: molti di loro avranno bisogno di riabilitazione neuromotoria per diversi anni. La connessione col centro Unbroken Kids è preziosa anche per questo motivo».
Le attività di Soleterre nell’ambito dell’oncologia pediatrica e dell’assistenza ai bambini feriti sono realizzate grazie al partner locale Fondazione Zaporuka e con il supporto, fin dall’inizio della guerra, della Fondazione Rosa Pristina.
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