Lo scorso 8 giugno un nuovo carico di medicinali plasmaderivati salvavita destinato alla popolazione palestinese è stato consegnato alle autorità competenti di Ramallah. La spedizione, organizzata dal Centro nazionale sangue in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha portato nei territori palestinesi 3.648 fiale di Fattore VIII di coagulazione, 544 fiale di Fattore IX e 416 fiale di Complesso protrombinico. Questi farmaci, prodotti grazie al plasma donato da donatori volontari italiani, eccedono il fabbisogno nazionale e sono destinati a pazienti affetti da emofilia e altre coagulopatie gravi, oggi privi di accesso regolare alle terapie a causa della crisi umanitaria in corso.
La consegna di farmaci salvavita avviene nell’ambito del progetto Haemo-PAL, coordinato da Cns e Istituto superiore di sanità col supporto dell'Aics. Un progetto che dal 2021 mira al potenziamento dei centri clinici per la diagnosi e la cura delle malattie emorragiche congenite e delle emoglobinopatie in Palestina.
Il progetto prevede anche attività di formazione di personale palestinese in Italia. Proprio lo scorso maggio si è tenuto il terzo ciclo di tirocini, organizzati insieme alla Fondazione EMO e Fondazione For ANEMIA, partner di Haemo-PAL. I tirocini si sono tenuti in alcuni dei Centri di eccellenza italiani per il trattamento della talassemia e di altre emoglobinopatie.
Dal 2021 a oggi più di 60 professionisti sanitari palestinesi hanno potuto usufruire dei percorsi formativi in presenza e a distanza di Haemo-PAL, e sono 23 i professionisti che, nonostante le difficoltà dovute alla crisi in corso, sono riusciti a partecipare ai programmi di formazione clinica sul campo.
«Siamo profondamente orgogliosi di contribuire con i nostri sforzi alla salute di persone affette da gravi patologie le cui terapie, anche a causa della gravissima crisi umanitaria in corso, sono ogni giorno più a rischio» commenta il direttore del Cns, Vincenzo De Angelis. «Questo intervento si inserisce nella lodevole attività di cooperazione internazionale che il Centro nazionale sangue porta avanti con impegno – prosegue - e che in passato ci ha già visto collaborare con paesi come Albania, Afghanistan, El Salvador, India e non solo. Si tratta di una testimonianza concreta di quanto la condivisione del sapere e delle risorse possa fare la differenza».
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