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Il Congresso
Malattia renale cronica: sognare un mondo senza dialisi? Oggi è lecito
Michele Musso
Corpo

Novità terapeutiche per rallentare la progressione del danno renale. Nuove opportunità di salute, tra sfide e prospettive aperte dallo xenotrapianto, e capisaldi della nefrologia italiana nella gestione dei pazienti nefropatici, con particolare attenzione all'equilibrio tra danno renale e gravidanza. E, ancora, dialisi peritoneale ed emodialisi a confronto. Questi alcuni temi di cui si tratterà al 65° Congresso nazionale della Società italiana di nefrologia (Sin), in programma dal 16 al 19 ottobre a Riccione.

La malattia renale cronica (Mrc), ovvero la perdita progressiva della funzionalità renale, è in costante aumento in Italia soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento di malattie come diabete, sindrome metabolica, ipertensione, obesità, scompenso cardiaco e di patologie che richiedono l'uso di mezzi di contrasto nefrotossici.

La Mrc resta sostanzialmente asintomatica fino alle fasi avanzate e oggi riguarda circa il 10% della popolazione italiana, ossia 5 milioni di persone. Un numero «che continua ad aumentare» avverte Stefano Bianchi, presidente della Sin, e per questo «è fondamentale investire su prevenzione e diagnosi precoci attraverso la ricerca attiva di quei pazienti particolarmente esposti al rischio: scompensati, diabetici, obesi e ipertesi in prima battuta. Un Documento di indirizzo per ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici è dunque fondamentale per invertire la rotta che, a oggi, vede la Mrc posizionarsi al terzo posto tra le cause di morte per velocità di incremento negli anni e che si stima diventerà nel 2040 la quinta causa di morte al mondo, con i decessi in aumento da 1,2 milioni nel 2016 a 3,1 milioni nel 2040».

Il documento a cui si riferisce Bianchi (che al termine del Congresso di Rimini lascerà la presidenza a Luca De Nicola) è un Ppdta (Percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale) definito insieme da Sin e ministero della Salute che «ci auguriamo sia recepito e attuato velocemente a livello regionale».

Tra le ultime novità terapeutiche in nefrologia, la recente rimborsabilità del nuovo antagonista recettoriale non-steroideo dell’aldosterone, finerenone, e le evidenze sugli effetti nefroprotettivi di semaglutide, agonista recettoriale del GLP1.

Sebbene l’incidenza della Mrc sia simile tra uomini e donne, la prognosi delle donne è generalmente migliore, con meno ingressi in dialisi nelle fasce di età più giovani, ma minore inserimento in lista per trapianti. Si stima però che il 3% delle donne in età fertile sia affetto da Mrc, condizione che può influenzare una possibile gravidanza, aumentando i rischi per la madre e per il feto. Proprio per affrontare queste problematiche, la Sin ha creato un gruppo di studio dedicato a Rene e Gravidanza, che si concentra sull'ottimizzazione della gestione di queste gravidanze a rischio.

Quanto a emodialisi e dialisi peritoneaale, «oggi possiamo affermare, forti dello studio Altems “Emodialisi vs dialisi peritoneale”, che le due terapie sostitutive sono equiparabili in termini di efficacia e sicurezza» assicura Mariacristina Gregorini, segretario generale Sin, e pertanto la scelta deve essere fatta in base al profilo e alle caratteristiche del singolo paziente. La dialisi peritoneale, essendo una metodica domiciliare, può migliorare la qualità di vita del paziente, oltre a presentare un vantaggio economico stimabile nel 30% di costo in meno rispetto alla emodialisi. A oggi, però, la dialisi peritoneale è meno del 10% del totale dei trattamenti sostitutivi.

La prima opzione in termini di terapia sostitutiva nel paziente che ha raggiunto la fase finale di Mrc rimane tuttavia il trapianto. Purtroppo resta basso il dato sul trapianto da vivente che in Italia non ha ancora raggiunto livelli paragonabili ad altri Paesi in Europa. Lo xenotrapianto, cioè con un organo non da donatore umano, potrebbe costituire una strada importante da percorrere per ovviare alla carenza di organi disponibili, «ma a oggi - avverte Domenico Santoro, responsabile scientifico del Congresso Sin - è una prospettiva futura piuttosto che un’opportunità concreta. Siamo ancora agli albori: una fase di sperimentazione che ha dato vita, nel mondo, ai primi tentativi di xenotrapianto e che vede la nefrologia impegnata in prima linea. Anche in Italia saranno presto compiuti i primi pionieristici tentativi di xenotrapianto in quello che però è ancora uno scenario di sperimentazione».

Anche telemedicina e intelligenza artificiale (AI) si propongono come opportunità concrete in ambito nefrologico, peraltro già in atto. Si tratta di tecnologie già utilizzate come supporto diagnostico alle decisioni del nefrologo e un’ulteriore evoluzione sarà quella dell’affidamento all’AI di alcune delle capacità decisionali che adesso sono una prerogativa dello specialista. Un ambito che apre moltissime prospettive, ma anche problematiche di natura etica e organizzativa oltre che giuridica.

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