Fondazione Aiom
In Italia 485 mila uomini vivono con un tumore della prostata
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    Immagine: Rhoda Baer (Photographer), Public domain, via Wikimedia Commons
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Redazione
I casi sono in costante aumento. La sopravvivenza a cinque anni supera il 90%, ma i decessi sono ancora 8.200 ogni anno. Per gli oncologi è necessario potenziare la prevenzione, intervenendo su fattori modificabili come gli stili di vita e in particolare fumo, obesità e attività fisica

Sono oltre 485 mila gli uomini che in Italia vivono dopo una diagnosi di tumore della prostata. Un numero che, secondo le ultime stime, aumenterà dell’1% ogni anno fino al 2040. I tassi di sopravvivenza a cinque anni risultano buoni, superiori al 90%, ma i decessi sono più di 8.200 ogni anno e tenderanno a crescere insieme all’aumento dell’età media e all’incidenza della malattia. 

Il quadro di luci ed ombre sulla neoplasia è stato tracciato venerdì 12 settembre dalla Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) in una conferenza stampa on line. 

«Quello prostatico è divenuto in Italia il carcinoma più frequente tra i maschi» esordisce Saverio Cinieri, presidente della Fondazione. «Un dato comune in quasi tutti i Paesi Occidentali» aggiunge, precisando che «vi sono poi i fattori modificabili che favoriscono l’insorgenza della malattia, soprattutto legati agli stili di vita errati». 

Per sensibilizzare la popolazione maschile Aiom e Fondazione Aiom hanno partecipato al “Tour Mediterraneo” della nave Amerigo Vespucci e, durante gli eventi al “Villaggio IN Italia”, hanno distribuito materiale informativo incentrato sulla prevenzione. Insieme agli oncologi hanno preso parte al tour della Vespucci anche Fondazione AIRC e la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). «Sempre più studi scientifici – sottolinea Cinieri - negli ultimi anni, hanno evidenziato correlazioni per esempio con il fumo di sigaretta. Il tabagismo aumenta del 20% il rischio di tumore della prostata così come l’obesità tende a far sviluppare neoplasie più aggressive e talvolta letali. Le sigarette e il grave eccesso di peso sono ancora molto diffusi e interessano rispettivamente il 27% e l’11% dei maschi adulti. Anche malattie croniche come il diabete e la sindrome metabolica giocano un ruolo nefasto. Viceversa, un’attività fisica regolare ha dimostrato di ridurre il rischio di progressione di malattia oltre che la mortalità».

Nelle fasi iniziali il tumore, ricorda Marco Maruzzo, direttore dell’Unità Oncologia 3 dell’Istituto oncologico veneto, «di solito non è accompagnato da sintomi che possono favorire una diagnosi precoce. Con il progredire della malattia a livello loco-regionale possono comparire i primi segnali tra cui ridotta potenza del getto urinario, ematuria o dolore. I trattamenti disponibili sono diversi come la sorveglianza attiva che consiste nel monitoraggio costante della malattia quando è poco aggressiva».

Un’altra forma di prevenzione è «il monitoraggio di alcune categorie di potenziali pazienti» aggiunge Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom. «È noto come la familiarità rappresenti un fattore che influisce sull’insorgenza – aggiunge - e in caso di un parente di primo grado colpito dalla neoplasia il rischio è almeno raddoppiato. Circa il 10% di tutti i tumori prostatici si sviluppa su base eredo-familiare e di solito sono casi diagnosticati più precocemente. Attraverso specifici test genetici siamo in grado di identificare gli uomini portatori di varianti patogenetiche legate per esempio a geni BRCA. Dopo è possibile avviare il paziente a percorsi di monitoraggio o cura della malattia». 

«Come azienda, lavoriamo per ampliare e migliorare le opzioni di cura – assicura da parte sua Arianna Gregis, Head Pharmaceuticals di Bayer Italia - consapevoli che la prevenzione e la sensibilizzazione giocano un ruolo fondamentale nel contrasto alle malattie. Il carcinoma alla prostata risulta uno degli argomenti più discussi della salute maschile. Eppure, come evidenziato dagli esperti di Aiom, la prevenzione in Italia deve essere incentivata anche attraverso campagne di sensibilizzazione mirate. Per questo siamo lieti di aver supportato Aiom durante il Tour Mediterraneo della Nave Amerigo Vespucci».

 

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