occhiello
Lo studio
Geni sintetici replicano l’attività delle cellule di costruzione di tessuti e strutture
Redazione
Corpo

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Roma Tor Vergata insieme a un team dell'Università della California di Los Angeles ha recentemente pubblicato su Nature Communications uno studio che aveva l'obiettivo a ricreare in laboratorio il processo con cui le cellule formano o smantellano strutture molecolari in momenti precisi. La possibilità di imitare questo processo, progettando strutture su scala nanometrica, apre la strada a un'ampia gamma di applicazioni, dalla biomedicina alla diagnostica.

«Abbiamo pensato all'idea di ricreare in laboratorio reti di geni che, in base al momento della loro attivazione, possono formare o disassemblare materiali sintetici» racconta Francesco Ricci, professore all'Università di Roma Tor Vergata. «Abbiamo scelto di utilizzare dei “mattoncini” di Dna sintetico – precisa - che, una volta mescolati in soluzione, interagiscono e formano strutture tubolari solo in presenza di una specifica sequenza di Rna. Un’altra sequenza di Rna, invece, può innescare il disassemblaggio di queste stesse strutture. Abbiamo quindi progettato dei geni sintetici per produrre queste sequenze di Rna in momenti precisi, così da controllare esattamente quando le strutture si formano o si distruggono».

«Siamo riusciti a creare una rete di geni artificiale - interviene Elisa Franco, docente all'Univarsità della California - che può controllare non solo la formazione o distruzione delle strutture, ma anche la loro composizione in momenti precisi. Ogni mattoncino è progettato per cambiare colore in base all'attivazione temporale dei diversi geni. In questo modo possiamo monitorare visivamente l'attivazione genica e osservare come queste strutture si evolvono nel tempo, riflettendo lo stato funzionale del sistema».

Questo approccio «non si limita a strutture di Dna – precisa infine Daniela Sorrentino, prima autrice dello studio - ma può essere esteso ad altri materiali e sistemi. Coordinando i segnali biochimici, possiamo assegnare funzioni diverse agli stessi componenti, creando materiali che evolvono spontaneamente nel tempo. Questo apre nuove strade alla biologia sintetica e a possibili applicazioni in medicina e biotecnologia».


 

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

È possibile favorire il processo di rigenerazione dei tessuti in organismi trattati con nanoprismi di oro e illuminati con luce nel vicino infrarosso.

A dimostrarlo è uno studio del gruppo di ricerca Nanobiomolecular group dell’Istituto di Scienze applicate e sistemi intelligenti "Eduardo Caianiello" del Consiglio nazionale delle… Leggi tutto