Un Premio dedicato ai giovani laureati e laureandi impegnati nell’innovazione per la longevità, l'invecchiamento attivo e il miglioramento della qualità della vita nella società longeva: è il Premio Longevitas, promosso da Fondazione Longevitas, che ha visto il 12 marzo la cerimonia di conferimento della sua prima edizione.
Il Comitato tecnico scientifico, composto da esperti provenienti da Istituzioni e organizzazioni del mondo dell’impresa, ha esaminato tutte le tesi pervenute in questa prima edizione e selezionato le più meritevoli in rapporto alla qualità dei contenuti, l'originalità delle soluzioni proposte e la capacità di fornire un contributo concreto all'innovazione per la longevità. I cinque vincitori del Premio Longevitas avranno l'opportunità di sostenere un colloquio finalizzato a uno stage presso le aziende sostenitrici, fortemente impegnate nei temi della longevità e dell'invecchiamento attivo. Lo stage rappresenterà un'occasione per sviluppare competenze professionali e contribuire alla creazione di valore in ambito longevità.
I giovani premiati: Diletta Signori, di Livorno, Elena Moro, di Meolo (Venezia), Vanessa D’Alpaos, di Belluno, Francesca Colombo, di Magenta (Milano), Emma Barile, di San Pietro di Feletto (Treviso). Cinque tesi di laurea che mettono la longevità al centro della nostra società, come è giusto che sia, visti i numeri demografici e le prospettive per il futuro, spaziando dalla Psicologia, con temi come la consapevolezza e percezione dell’invecchiamento, alla Neuropsicologia clinica, agli aspetti linguistici. Menzione speciale per Iolanda Di Guida, di Napoli.
Il Premio, che ha visto in questa prima edizione l’adesione di molte università italiane, è realizzato con il contributo non condizionato di Named Group e di Pfizer.
«Il Premio Longevitas risponde all’identità più profonda dalla Fondazione Longevitas – spiega la presidente della Fondazione, Eleonora Selvi - ovvero quella di valorizzare gli apporti costruttivi sul tema della longevità e il ponte fra le generazioni. Scopo del Premio è, infatti, promuovere la cultura dell'invecchiamento attivo e dello scambio intergenerazionale, creare nuove opportunità professionali per i giovani laureati e, insieme, favorire la diffusione di valori legati alla longevità e alla qualità della vita nella terza età».
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