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Influenza, la stagione volge al termine: numeri in linea con gli anni passati
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    Immagine: https://pixabay.com/en/users/Mojpe-885231/, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Nonostante ‘variante K’ e inizio anticipato non ci sono state sorprese. In totale 12,6 milioni di italiani messi a letto da infezioni respiratorie

La stagione influenzale si avvia pigramente alla conclusione e, nonostante gli allarmi autunnali sull’inizio anticipato dei contagi e, più tardi, sull’emergere di un nuovo ceppo (denominato K), si è rivelata un’annata senza sorprese, completamente in linea con quelle dei due anni precedenti, se non più debole. I numeri continuano a scendere lentamente: la scorsa settimana più di 400 mila italiani hanno contratto un’infezione respiratoria acuta, ma tra questi pochissimi (circa il 2%) si è ammalato a causa di un virus influenzale. A fotografare le tendenze è il consueto bollettino settimanale della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità. 

«La stagione di quest'anno si avvia ad essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli – spiega Anna Teresa Palamara, che dirige il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità –. Bisogna tenere però conto del fatto che il cambiamento della definizione di caso, che ha portato a includere più infezioni nel conteggio, rende difficile confrontare l’incidenza settimanale».

La grande novità di quest’anno è stato la nuova variante di virus influenzale: «l'emergere del subclade K del ceppo A/H3N2, la cosiddetta ‘variante K’, ha probabilmente portato ad un anticipo del picco, come avvenuto in altri Paesi europei, ma al momento non sono emersi segnali che abbia avuto un effetto anche sulla gravità dei sintomi. Lo dimostrano ad esempio i dati del flusso ospedaliero, dove non si è mai registrata una netta preponderanza di ricoveri per questa variante».

Intanto i numeri continuano a scendere. Secondo il rapporto la scorsa settimana sono stati registrati 7,5 infezioni respiratorie acute per 1.000 persone. L’incidenza più elevata si registra tra i bambini da zero a quattro anni, con circa 30 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. 

Quanto ai casi cumulativi, con i 406 mila casi di questa settimana arriva a 12,6 milioni la conta dei contagi totali. Ben al di sotto dei 16 milioni dello scorso anno, considerando soprattutto che il nuovo sistema di rilevazione ha maglie più larghe rispetto al passato e fa rientrare nella rilevazione anche infezioni con sintomatologia più blanda. 

Buone notizie sul fronte delle vaccinazioni. Su Eurosurveillance, rivista dell’European Centre for Disease Prevention and Control sono stati pubblicati i primi risultati di nove studi preliminari condotti dai ricercatori dell’European Influenza Vaccine Effectiveness group, di cui fa parte anche l’Istituto superiore di sanità. I dati indicano che l’efficacia del vaccino antinfluenzale è stata superiore alle attese, nonostante la comparsa della variante K. «Questa variante è molto diversa dal virus incluso nel vaccino – si legge nell’articolo – e questo poteva far pensare alla possibilità che potesse aggirare la protezione immunitaria». I risultati, tuttavia, indicano un’efficacia comparabile alle stagioni precedenti. «In una stagione dominata dall’influenza A/H3N2, i risultati dei nove studi europei indicano un’efficacia da bassa a moderata – scrivono gli autori – con l’immunizzazione che ha prevenuto da un terzo a metà degli effetti dell’infezione tra le persone vaccinate. L’efficacia è risultata più alta nei bambini che negli adulti», concludono.

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